Gran Torino****

In Gran Torino Clint Eastwood ci racconta la crisi economica e soprattutto morale del sistema sociale attraverso la vita di Walt Kowalski, un reduce della Guerra di Corea. Brutale e astioso nei confronti del mondo che lo circonda, Walt vive la sua vita osservando il mutamento perennemente seduto all'ombra della sua veranda. Le sue passioni sono la birra, il cane e una Gran Torino, un Ford prodotta in passato, in una America ormai svanita assieme al patto sociale tra etnie che rappresentava uno dei basamenti del sogno americano. Saranno proprio i nuovi vicini di casa asiatici a smantellare i pregiudizi razziali del veterano, attraverso l'incessante gentilezza di Thao e della sua famiglia. Scoprirà in loro quei valori che ama e che l'Occidente non si è limitato a dimenticare ma ha addirittura rovesciato.

L'Onda***

L'Onda è tratto dal romanzo di Morton Ruhe Die Welle, un'opera di fantasia, ispirata da un fatto reale, (l'esperimento condotto nel 1967 da Ron Jones, insegnante di storia al Cubberley High School di Palo Alto, in California), un classico della letteratura per ragazzi e lettura obbligatoria in molte scuole tedesche.
Il film racconta la storia di Rainer Wenger, insegnante di educazione fisica con un passato da anarchico, che per spiegare ai suoi studenti liceali il concetto di autocrazia li coinvolge in un esperimento di “regime dittatoriale”. Quello che doveva restare un esperimento scolastico, nel giro di poche settimane sfugge al controllo del suo creatore e si trasforma in un vero e proprio movimento. L'Onda.
Il film usa un linguaggio chiaro e semplice, con l’intento di divenire monito per le nuove generazioni che si considerano immuni dall'avvento di un nuovo totalitarismo.

Vuoti a rendere****

Joseph è un insegnante di letteratura sessantacinquenne ormai stanco dei suoi alunni e del suo liceo. Decide di abbandonare l'insegnamento per reinventarsi professionalmente, prima come corriere espresso su due ruote e poi come magazziniere addetto al ritiro delle bottiglie vuote in un supermercato. Incapace di vivere da pensionato, nonostante la contrarietà della consorte che lo vorrebbe vicino, dedica tutto se stesso al lavoro, che non solo non lo umilia, ma al contrario, lo appassiona. I clienti del supermercato lo incuriosiscono e comincia così ad intromettersi nelle loro vite. Durante il suo lavoro, scopre che ciò che ha da insegnare alla gente non deve necessariamente venire dai libri. I personaggi che lo circondano diventano i Vuoti a Rendere che il destino pare aver dimenticato di riempire di occasioni, offrendo a Joseph, la possibilità di diventare un creatore di storie e di relazioni. Il film è sentimentale, divertente e intelligente. Invita a non limitarsi ad attendere “l'estate perché fa caldo e poi l'inverno perché non ci sono le mosche”, ma ad impossessarsi della propria esistenza seguendo la voce del desiderio.

Palermo Shooting **

Finn è un fotografo alla moda con un matrimonio (uso una espressione che farebbe accapponare la pelle a Nanni Moretti) “a pezzi” e sofferente d´insonnia. Una sera, tornando a casa con la sua auto, rischia un incidente in cui sfiora, nel vero senso della parola, la morte. Da quel momento in poi i suoi sogni diventano incubi. L'ossessione della morte non lo abbandona più. Decide di recarsi a Palermo, dove un essere misterioso, che poi si rivelerà essere la Morte in persona, lo segue attentando più volte alla sua vita. Solo l’incontro con Falvia (Giovanna Mezzogirono), una restauratrice impegnata su un grande affresco intitolato "Il trionfo della morte", mitiga in parte questa sensazione.
Premesso che siamo di fronte al grande regista Wim Wenders, il film, troppo incentrato sul fascino darkeggiante del protagonista, risulta (fotografia a parte) confuso, seccante e noioso. Il tema centrale, la morte (per chi non l’avesse ancora capito!), è analizzato con superficialità e banalità!
Pessimi Finn, Flavia e Wim.

Gomorra ***

Garrone porta sul grande schermo Gomorra di Roberto Saviano (libro da leggere assolutamente). Crudo e angosciante, ripreso dal vero e musicato dal suono delle grida e degli spari di Scampia. Il film si apre sulla luce artificiale di una lampada per camorristi vanitosi. Forse perché il sole non illumina più le province di Napoli e Caserta, intossicate dalle merci, che sotto le forme più svariate arrivano al porto di Napoli per essere stoccate. Le merci che sotto forma di scorie chimiche e tossiche vengono occultate e seminano tumori nelle campagne campane, spesso con la compiacenza dei rispettabili industriali del nord. Siamo in un altro paese!!! Potere, soldi e sangue. Questi i valori con i quali gli abitanti della provincia di Caserta, tra Aversa e Casal di Principe, devono scontrarsi ogni giorno. Questo è il Sistema, la Camorra.

Il Divo ****

Raccontare Andreotti vuol dire raccontare tutte le connessioni interne ed esterne della politica italiana. l'Italia stessa. Politico di razza, è nel bene o nel male, l'asse di congiunzione tra lo stato e la chiesa, gli affari e i contropoteri occulti. Un uomo intelligente, pregno di un'ironia tagliente, capace di uscire indenne, senza scalfitture, a mille battaglie elettorali, stragi terroristiche, accuse infamanti. Un corpo impermeabile sul quale tutto è scivolato via, senza lasciare traccia. Un uomo grottesco, reale e surreale, un uomo politico che ha saputo vincere anche quando perdeva. Un essere umano profondamente solo che ha trovato nella moglie l'unica persona che ha creduto di poterlo conoscere, (la sequenza in cui i due siedono mano nella mano davanti al televisore in cui Renato Zero canta "I migliori anni della nostra vita" entra di diritto nella storia del cinema italiano). Per Sorrentino
raccontare Andreotti è quindi un modo per analizzare Il Potere, quello fermo ed immutabile, che non ha paura di niente e di nessuno.

Non è un paese per vecchi ****

Llewelyn Moss trova, in una zona desertica, un camioncino circondato da cadaveri. Il carico è di eroina e in una valigetta ci sono due milioni di dollari. Che fare? Llewelyn è una persona onesta ma quel denaro lo tenta troppo. Decide di tenerselo dando il via a una reazione a catena che neppure il disilluso e umano sceriffo Bell può riuscire ad arginare. Moss è costretto a fuggire dalle attenzioni di un sanguinario e misterioso inseguitore. Il film si riassume in una frase dello sceriffo Bell “Quando non si dice più buongiorno e per favore, vuol dire che i tempi sono cambiati.” Il mondo che conosciamo è destinato alla malora, intriso di sangue e follia. L’America non è più un paese per vecchi, ma solo per morti viventi, un paese dove le pistole hanno più valenza delle parole. In pratica un universo al collasso e allo sfacelo totale.L’ultimo lavoro dei Coen è la radiografia del presente e conferma la coerenza e l'originalità dei registi che riescono ancora a fare un cinema di qualità, spettacolare ma al contempo profondamente morale.

The Departed ****

The departed è una costruzione complessa che racconta l’intreccio di vite pericolose e destini paralleli. Il film fa leva sugli incarichi speculari di due poliziotti che giocano a scoprire l’uno l’identità dell’altro: il primo è Colin Sullivan (Matt Damon) che viene cresciuto fin da piccolo dal boss Costello, che se lo ritroverà agente, inserito nella polizia di Boston, dove svolge il suo ruolo da infiltrato per la criminalità organizzata; il secondo è Billy Costigan (Leonardo DiCaprio) dal carattere tormentato e aggressivo, poliziotto infiltrato nella banda criminale di Costello.
Il film scorre su di un tappeto di violenza tollerabile e di ironia come deterrente a lunghi discorsi sulla vita e sulla morte di Costello (Nicholson). Nel finale l’intreccio si scioglie nel migliore dei modi, che però forse non è il migliore de modi che si attende lo spettatore.

Le Vite degli Altri *****

Il film del regista esordiente Florian Henckel von Donnersmarck è un thriller intenso e coinvolgente, ambientato nella Berlino Est del 1984. Il capitano Gerd Wiesler è un abile e inflessibile agente della Stasi, la polizia di stato che spia e controlla la vita dei cittadini della DDR. Un idealista votato alla causa comunista, servita con diligente scrupolo. Dopo aver assistito alla pièce teatrale di Georg Dreyman, un noto drammaturgo dell'Est che si attiene alle linee del partito, gli viene ordinato di sorvegliarlo. Il ministro della cultura Bruno Hempf si è invaghito della compagna di Dreyman, l'attrice Christa-Maria Sieland, e vorrebbe trovare prove a carico dell'artista per avere campo libero. Ma l'intercettazione sortirà l'esito opposto. Wiesler, personaggio dolente e civilissimo, in un momento imprecisato del suo incarico si trasforma in oppositore. La sorveglianza diventa per lui fonte di disinganno e di sofferenza, lo costringe a entrare nelle vite degli altri, che si ingegnano per conservarsi vivi. Così finisce per entrare nelle loro vite…non per denunciarle ma per diventarne complice discreto.

Le conseguenze dell'amore ****

Le conseguenze dell’amore è un film dallo stile raffinato, che racconta la storia di Titta Di Girolamo, un cinquantenne austero e apparentemente facoltoso, che vive da diversi anni lontano dalla famiglia in un albergo di una cittadina del Canton Ticino. Il progressivo innamoramento per la ragazza del bar dell'hotel fa emergere nel personaggio di Sorrentino diversi segreti e debolezze, le conseguenze dell’amore...Il secondo lavoro del regista merita attenzione. Ottima la colonna sonora.